Alla ricerca del Natale svedese

Cover photo credits: Kerstin Berg

L’anno scorso non sono riuscita a passare il Natale in Svezia.

Avevo appena iniziato a lavorare e, di conseguenza, avevo a disposizione pochissimi giorni di vacanza che ho utilizzato in quelli che qui chiamano mellandagar, ovvero “giorni di mezzo” (alle festività segnate in rosso sul calendario, s’intende). Dopo aver prenotato un biglietto costosissimo, ho passato Vigilia, Natale e Santo Stefano con i miei parenti, per poi far ritorno a Stoccolma poco prima di Capodanno.

Ne è valsa la pena? Certamente.
Vedere la mia famiglia, specialmente i parenti più anziani che per forza di cose non possono usare Internet per sentirmi, è sempre una motivazione più che valida.

Si potrebbe migliorare qualcosa? Assolutamente sì.
Per quanto bello e importante sia vedere i parenti, bisogna ammettere che sarebbe un tantino più soddisfacente spendere meno e soggiornare qualche giorno in più. Per questi ed altri motivi, quest’anno ho deciso di far visita ai parenti italiani la prima settimana di Dicembre e trascorrere la settimana di Natale qui a Stoccolma.

In un certo senso, è come se passare le festività in Italia mi abbia impedito di avere un’esperienza “di prima mano” delle tradizioni natalizie svedesi. Per carità: molti degli eventi collegati al Natale non hanno luogo a ridosso del 25 Dicembre, quindi l’Italia c’entra relativamente. Però…
Fatto sta che un giorno mi sono svegliata e mi sono resa conto di non sapere nulla, e ripeto, nulla di come si trascorra il Natale a Stoccolma. Tutti ne parlano, ripetendo le solite tre cose messe in croce (ovvero: Lucia, julbord e Kalle Anka), ma sentir parlare di qualcosa non è lo stesso che averla vissuta. E l’anno scorso ero troppo distratta dal lavoro e dai miei millemila impegni per prendere fiato e rendermi conto di quanto effettivamente mi stessi perdendo.

Quindi quest’anno ho deciso di rimediare. All’inizio di Novembre ho promesso solennemente a me stessa che avrei preso parte a quanti più eventi natalizi possibili e che avrei cercato di “calarmi quanto più possibile nella parte”, cucinando e decorando tutto ciò che è tipico del periodo.

Ecco le mie gesta finora:

  • il 3 Novembre ho partecipato al Ljusfest (“Festival della Luce”) tenutosi a Hagaparken (un gigantesco parco nella parte nord di Stoccolma). Faceva freddo, c’era buio (sembra un controsenso, ma è proprio quella la ragione principale per cui si tiene il festival) e a dire il vero è stato molto meno sbalorditivo e mistico di quanto il nome possa suggerire. Certo, è possibile che la riva scelta da me e il mio sambo non fosse la più movimentata, dato che il parco si estende intorno a un lago (Brunnsviken) e che eventi di varia natura hanno avuto luogo lungo il suo intero perimetro. In sostanza, però, è stato comunque piuttosto caratteristico: dato che Novembre è il mese più tetro dell’anno, l’idea sarebbe quella di ricordare che la luce tornerà, che il sole splenderà ancora, e altre cose vagamente spirituali che, tra l’altro, sono alla base di “rituali” esteticamente molto gradevoli da vedere. Uno di questi è il cosiddetto fackeltåg, ovvero una processione in marcia su un sentiero illuminato esclusivamente da candele poste ai suoi lati. Tutti i partecipanti, a loro volta, portano con sé una torcia accesa per create ancora più luce. I bambini usano per lo più di lanterne elettriche, ma gli adulti sventolano allegramente torce infuocate. Non so quanto sicuro tutto ciò sia, dal momento che ho visto alcune torce mancare i capelli di varie persone per puro caso, ma evidentemente non devono esserci stati incidenti finora (altrimenti immagino ci sarebbe un minimo di protezione in più).
    Fackeltåg, Ljusfest 2019
    Fackeltåg al Ljusfest 2019. Credits: Lars Epstein

    Al medesimo festival ho anche assistito all’esibizione di un artista che ha eseguito vari numeri di giocoleria utilizzando torce accese ed altri strumenti infuocati.

    Esibizione al Ljusfest 2019. Credits: Lars Epstein
    Esibizione al Ljusfest 2019. Credits: Lars Epstein
  • il 16 Novembre ho trascinato il mio sambo all’evento ufficiale organizzato dalla città di Stoccolma per l’accensione delle luminarie natalizie a Kungsträdgården.
    Ma come, luci natalizie a Novembre?!
    …Già, quello che mi sono chiesta anch’io. Ma, come già detto, il mio compito quest’anno è vivere il Natale svedese così com’è, senza sollevare questioni o giudicare alcunché. E se questo implica dover cantare “Feliz Navidad” in piazza più di un mese prima della data effettiva, così sia.

    Maxischermo con il testo di "Feliz Navidad"
    La mia foto sfocatissima a riprova del fatto che non mi sto inventando nulla.

    L’evento è stato veramente piacevole. Molto affollato, ma con sufficienti possibilità di riuscire comunque a vedere qualcosa anche per i più lontani. Su un palco, si è esibito il coro natalizio Happy Voices intermezzato da diversi presentatori (il tutto in Svedese. Ringrazio di cuore i miei tre corsi di lingua di quest’anno per avermi permesso di seguire senza troppe difficoltà). Nell’area antistante al palco si trovavano anche diversi stand per l’acquisto di cibo e altre chincaglierie.
    Al momento debito, un milione di luci a LED è stato acceso e il presentatore di turno ha annunciato l’inizio ufficiale del Natale a Stoccolma (Stockholmsjul). Per chi fosse interessat*, è possibile informarsi su tutti gli eventi relativi a Stockholmsjul sull’apposito sito. Pare che ci tengano particolarmente all’uso dell’hashtag, quindi: #stockholmsjul.

    Luminarie natalizie a Stoccolma
    Luminarie natalizie a Stoccolma

Per il resto, ho diversi eventi futuri sulla mia lista:

  • Una serata natalizia a Rosendal (Djurgården) domani;
  • Visite ai mercatini natalizi nelle prossime settimane;
  • Alzarmi presto per vedere la processione di Santa Lucia (l’evento qui è conosciuto generalmente solo come “Lucia”) il 13 Dicembre;

E, dovesse esserci altro, non esiterò ad unirmi ai festeggiamenti.

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