Sanità svedese: brevi cenni e la mia esperienza (finora)

Di recente, mi sono ritrovata a dover usufruire di alcuni servizi inerenti al sistema sanitario svedese. Sì, quello su cui tutti hanno opinioni diverse: basta fare una breve ricerca sul gruppo Facebook “Italiani a Stoccolma” per rendersi conto di quanto divergenti siano le opinioni al riguardo.

Ecco alcuni estratti (anonimi):

Se hai problemi di salute, non é il migliore paese per vivere. Qua i servizi di sanità fanno schifo, a meno che ti trovi un dottore in questo gruppo. I dottori qua non sono bravi, non ti esaminano per bene, e ti fanno aspettare anche se è urgente.

Finora ho avuto a che fare con due medici. Erano entrambi super competenti, scrupolosi e, soprattutto, nessuno di loro era stressato dal troppo lavoro. Mi hanno ricevuta con molto pazienza facendomi domande e spiegandomi tutto nei dettagli. Super disponibili a rispondere con calma a tutte le mie domande.

Se hai problemi di salute, ti sconsiglio la Svezia. La sanità qui non è il massimo.

Io ho avuto una patologia grave non meno di 3 mesi fa. Non ho dovuto aspettare nulla e ho trovato medici bravi.

Potrei continuare, ma è davvero un continuo tira e molla fra coloro che si professano entusiasti/e della sanità svedese e quelli che ne parlano alla stregua di Satana. Per quanto mi riguarda, credo che diversi fattori entrino in gioco in questo campo:

  • Nessun paese ha un sistema sanitario infallibile: le mele marce sono dappertutto e un’esperienza negativa non è sinonimo di un sistema scadente (così come una singola esperienza positiva non rende eccellente l’intero apparato di cui fa parte).
  • Operare con modalità diverse non significa necessariamente operare con modalità sbagliate. E ripetiamolo ancora una volta, dato che questo messaggio non sembra arrivare: solo perché qualcosa non viene fatto come da tradizione al paesello in cima ai monti in cui si è nati/e, non significa che il personale sia incompetente o che non ci sia una strategia dietro. Attenzione: non significa nemmeno che siano automaticamente modalità migliori. Il punto sta proprio nel chiedersi (e rispondersi in modo sincero): “Quanto ne so effettivamente sull’argomento? Posseggo le competenze necessarie a valutare quale sia l’alternativa migliore?”. Se la risposta è no, sarebbe bene riconoscere che disprezzare per partito preso ciò a cui non si è abituati/e è una scelta infelice, specialmente per chi è espatriato/a.
  • Seguire le regole rende la vita più facile. Se una certa procedura richiede che si facciano X, Y e Z prima di presentarsi da qualche parte, è più probabile che si incontrino meno difficoltà dopo aver compiuto un minimo sforzo per seguire tali regole. Se invece ci si catapulta direttamente lì, iniziando a pretendere questo e quest’altro perché leggere quattro righe di indicazioni su internet è troppo faticoso, allora le probabilità di avere un’esperienza negativa aumentano a dismisura.

Fatta questa premessa, vorrei parlare brevemente della mia esperienza con la sanità (pubblica e privata) qui in Svezia.
Contesto necessario:

  • In Svezia, oltre ai classici ospedali (sjukhus) e pronto soccorso (akutmottagningar), la sanità è organizzata sul territorio sotto forma di diversi vårdcentraler, ovvero dei poliambulatori presso cui si prende appuntamento (è raro che si possa essere visitati/e senza) per tutte quelle esigenze che non richiedono un intervento urgente. Il vårdcentral è la struttura sanitaria con cui la persona media ha a che fare maggiormente.
  • Normalmente ci si registra al vårdcentral di preferenza e presso di esso si sceglie un medico di base. Oltre a consulti generici, il vårdcentral può offrire anche assistenza specializzata, ammesso che la sezione necessaria sia presente all’interno della struttura scelta. In caso contrario, ci si può sempre recare presso un vårdcentral diverso per esigenze specifiche, in quanto essere registrati ad un determinato centro non preclude la possibilità di visitarne altri.
  • I vårdcentraler permettono di accedere ai servizi di sanità pubblica, ma è anche possibile che alcune strutture ospitino specialisti privati.
Vårdcentraler situati nella parte sud di Stoccolma

Al momento della stesura di questo post ho ventisei anni e, per quanto ne so al momento, non sono affetta da alcuna patologia particolarmente grave. Sono in buona salute la maggior parte del tempo e me la cavo con qualche raffreddore qui e lì durante il corso dell’anno.

Detto ciò, mi è capitato comunque di cercare un consulto medico svariate volte: l’anno scorso, ad esempio, un dente ha iniziato a far male e ho prenotato un controllo tramite Folktandvården (ente pubblico). Lo scorso Giugno, invece, ho iniziato ad avere un fastidiosissimo caso di scolo retronasale e, non sapendo se la cosa potesse essere in un qualche modo connessa al COVID-19, ho parlato con un medico tramite videochiamata sull’app Alltid Öppet per evitare di muovermi da casa (anche in questo caso, servizio pubblico). Verso la fine dell’estate, ho contattato un centro (privato) specializzato in chirurgia laser per la correzione di disturbi visivi perché mi piacerebbe, ad un certo punto, togliere gli occhiali. La settimana scorsa, invece, mi sono sottoposta ad una visita ginecologica presso la sezione apposita del mio vårdcentral. Non è tantissimo, ma queste occasioni mi hanno dato modo di iniziare ad avere un quadro della situazione.

Impressioni positive:

  • Il sistema è al passo coi tempi (almeno qui a Stoccolma). Se si ha buona dimestichezza con la tecnologia, è possibile fare tantissimo digitalmente: scegliere un vårdcentral e un medico di base, prenotare/riprenotare/disdire visite, chattare con il personale medico, farsi visitare tramite videochiamata, consultare il proprio “diario” per vedere un resoconto delle diagnosi ricevute di volta in volta, consultare le date delle prossime prenotazioni, ricevere comunicazioni di vario tipo (e scegliere in che formato riceverle).
  • In generale, ci sono moltissime informazioni sul sito ufficiale di riferimento 1177.se, al quale ci si può registrare per accedere ai servizi (pubblici) sopracitati. Il sito è disponibile anche tramite applicazione per cellulare sotto il nome di “1177 Vårdguiden“. Un’altra applicazione connessa al servizio sanitario pubblico e già citata in precedenza è Alltid Öppet (il cui nome significa “Sempre aperto”), che permette di chattare o videochiamare il personale medico, oltre che di accedere a contenuti informativi di vario tipo. Al momento, Alltid Öppet è anche l’applicazione utilizzata ufficialmente per richiedere il test per il COVID-19.
  • La stragrande maggioranza del personale medico (inclusi coloro che rispondono al telefono) parla Inglese, quindi conoscere lo Svedese non è un requisito indispensabile per farsi visitare o per parlare con qualcuno.
  • Non so come funzioni nella pratica, ma in teoria è anche possible richiedere un interprete per lingue diverse dall’Inglese nel caso in cui non lo si conosca (maggiori informazioni su 1177.se).
  • Ho sempre trovato i locali da me visitati puliti, accoglienti, moderni, e lontani anni luce dallo stereotipo secondo cui uno studio medico o un ospedale debbano necessariamente avere un’atmosfera malsana e deprimente.
  • Questo dipende sicuramente dal vårdcentral che si visita, ma almeno per quanto mi riguarda ho trovato ottimo il non dover fare la spola fra mille luoghi diversi per effettuare ecografie o analisi al sangue necessarie a procedere con la diagnosi. Il medico di turno ha fatto tutto da sé o, al massimo, ha richiesto personalmente (e istantaneamente) il servizio alla sezione di competenza dello stesso vårdcentral, senza costi aggiuntivi e senza dover consegnare richieste scritte di alcun tipo.
  • Oltre un certo limite, le visite mediche sono completamente gratuite (frikort). Premesso che l’assistenza sanitaria pubblica è finanziata dalle tasse e nella maggior parte dei casi gratuita, effettuare una visita presso un vårdcentral comporta comunque un costo (a mo’ di ticket italiano) che varia a seconda del tipo di prestazione (giusto per dare un’idea, ho pagato 350 SEK per la visita più recente). Tuttavia, esiste un tetto massimo annuale (1150 SEK nella contea di Stoccolma) oltre cui si ottiene una cosiddetta frikort, ovvero un’esenzione da ulteriori costi valida per i 12 mesi successivi. Un meccanismo simile esiste anche per i costi dei medicinali.
  • Per quel che può valere, le mie esperienze finora sono state per lo più positive. In due casi, il medico di turno ha prenotato una visita successiva per monitorare una situazione non chiarissima, mentre qualcuno di più superficiale avrebbe potuto tranquillamente lasciarmi al mio destino o prendere una decisione affrettata.

Impressioni negative:

  • Come già detto, sono moltissime le informazioni disponibili. Tuttavia, la gran parte di esse è in Svedese. Premesso che sono una fervente sostenitrice della necessità di imparare la lingua del luogo in cui si vive, sono comunque consapevole del fatto che raggiungere un livello che permetta di districarsi fra termini medici e burocratici richiede anni, e i problemi di salute arrivano a prescindere dalle competenze linguistiche. 1177.se ha molti contenuti anche in altre lingue, così come in Svedese semplificato, ma molto spesso ho notato una differenza non trascurabile fra la qualità (e la quantità) dei contenuti in Svedese e quelli in Inglese. Qualcuno mi dirà “A caval donato non si guarda in bocca“, dato che in molti altri paesi non esiste alcun riguardo nei confronti dei residenti stranieri, e ciò che la Svezia offre sarebbe già un sogno. Tuttavia, conoscendo gli standard e i valori svedesi, trovo che quest’area possa migliorare ulteriormente.
  • Prenotare una visita al vårdcentral o tramite Folktandvården può richiedere molti, mooolti tentativi. Per prenotare la primissima visita è spesso necessario telefonare, che già di per sé rappresenta l’inizio di varie difficoltà: a rispondere è quasi sempre una voce automatica (in Svedese) che elenca le varie alternative disponibili. Spesso è possibile ascoltare una versione in Inglese dello stesso messaggio, ma, anche in questo caso, le informazioni ricevute possono essere approssimative. Tanto per fare un’esempio, l’ultima volta che ho cercato di prenotare una visita telefonando, il messaggio in Inglese adduceva sempre un errore generico (“Al momento questo servizio non è disponibile”) prima di terminare la chiamata. Quando, esasperata, ho deciso di seguire i messaggi in Svedese tanto per vedere se ci fosse una differenza, ho ricevuto molti più dettagli sul perché la chiamata venisse sempre terminata: la coda per quella giornata era già piena e l’unica soluzione era riprovare direttamente il giorno seguente. Se non avessi ascoltato i messaggi in Svedese, avrei probabilmente sprecato l’intero pomeriggio continuando a chiamare. Riguardo Folktandvården, sto ancora provando a prenotare il classico controllo annuale da qualche parte nelle vicinanze di casa mia (l’anno scorso l’ho effettuato vicino al mio posto di lavoro precedente ma, non avendo più motivo di andare lì, vorrei risparmiarmi il tragitto). Neanche a dirlo, la clinica da me scelta sembra essere perennemente strapiena e dovrò con molta probabilità ridirezionare le mie ambizioni altrove.
L’eterno messaggio di errore che ricevo quando provo a prenotare una visita presso un dentista che non si trovi dall’altra parte della città.

Verdetto?

A prescindere da certe testimonianze che descrivono la sanità svedese come una centrale nucleare gestita da un gruppo di gorilla ubriachi, il verdetto è che io non ci ho trovato nulla di palesemente sospetto o demoniaco, per lo meno nei miei due anni di permanenza qui a Stoccolma. Non metto in dubbio che eventuali mancanze riscontrate da altri/e possano esistere davvero, ma è pur sempre vero che la situazione non è nemmeno così allo sbaraglio come alcuni/e vorrebbero lasciare intendere.

Ricordo che non sono un medico e che, per quanto abbia cercato di linkare le fonti dove possibile, tutto ciò che è scritto qui è soggettivo, non ufficiale, e potrebbe cambiare da un momento all’altro. Opinioni (diverse e non), precisazioni e correzioni sono più che benvenute, purché formulate con tono civile.

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