“Se upp för dörrarna. Dörrarna stängs!”

Il gelo si è, infine, fatto vivo.

Nessun preavviso, nessun segno che potesse far trapelare la sciagura incombente. Semplicemente, da un giorno all’altro, le temperature sono passate dal fresco frizzantino di un’estate appena trascorsa alla glaciazione totale con la stessa delicatezza di un piccone. Sia chiaro: non è nevicato e non c’è stato ghiaccio reale da nessuna parte (non qui a Stoccolma, almeno), però vedere il termometro scendere così tanto durante la prima metà d’autunno è stato decisamente destabilizzante.

Meteo 4 Ottobre 2018

Non che mi aspettassi le stesse temperature che mi sono lasciata dietro in Italia. Questo cambio così repentino, però, pare abbia sorpreso tutti, Svedesi compresi. “Il clima sta cambiando, diventa sempre più imprevedibile!“, mi dicono. A farne le spese è, senza troppe sorprese, il sistema immunitario di più o meno tutti. Cercare di indovinare quali saranno le prossime vittime dell’influenza è ormai lo sport più popolare in ufficio: ogni giorno c’è sempre qualche nuovo assente, e le perdite sono diventate così copiose che il nostro CEO ha iniziato a regalare vitamina C e gel igienizzante per le mani a tutti quelli che gli capitano a tiro.

melting yellow tablet in the filled drinking glass
Photo by Pixabay on Pexels.com

Tra l’altro, il segno più eclatante di quanto anormali siano queste ondate di gelo improvviso è il freddo all’interno degli edifici pubblici (fatto salvo per supermercati ed esercizi commerciali). Per chi non lo sapesse, i paesi nordici sono famosi per il loro efficientissimo sistema di riscaldamento centralizzato: dal momento che le temperature possono subire cali vertiginosi e stazionare ai loro valori minimi per parecchio tempo, le città e i comuni sfruttano il calore in eccesso prodotto da vari impianti energetici per fornire acqua calda alle abitazioni e agli edifici pubblici tramite una rete di tubature sotterranee. Queste tubature sono collegate a dei radiatori, presenti all’interno di ogni struttura, i quali garantiscono una temperatura costante all’interno di tutti gli edifici una volta giunta la stagione fredda. All’interno dell’appartamento in cui vivo con il mio sambo, per esempio, la temperatura non scende mai al di sotto dei 24°C: indossiamo regolarmente indumenti estivi indipendentemente dalla stagione. Parte del successo si deve anche all’ottimo isolamento termico derivante dai materiali di costruzione.

A grandi linee, funziona più o meno così: il sistema centrale fornisce acqua calda tutto l’anno, ma sono i proprietari di ciascun immobile a decidere l’arco di tempo in cui usufruirne per riscaldare l’edificio (non ne sono del tutto sicura, ma credo che il resto finisca comunque nei rubinetti durante tutto il corso dell’anno). Va da sé che tutto ciò ha un costo (pagato dai proprietari degli immobili), motivo per cui questo magico sistema non entra mai in funzione prima che ce ne sia davvero bisogno. Ed ecco che qui entra in gioco il fattore sorpresa: le temperature sono calate a picco ben prima del solito, e se di norma è possibile indossare indumenti leggeri anche in pieno inverno (quando il riscaldamento è ormai attivo da un pezzo), stavolta non c’è nessun conforto termico che invogli la gente a lasciare a casa il maglione di lana. Poi, ovviamente, ci sono casi e casi: nell’appartamento in cui vivo il riscaldamento è già attivo, per cui, come già detto, posso girare in canotta e pantaloncini in tutta tranquillità; in ufficio, invece, il radiatori sono ancora freddi come il marmo, per cui sono costretta ad indossare strati su strati che neanche gli insaccati a Natale. Insomma: è uno sfortunato periodo di mezzo in cui non posso far altro che vestirmi come se stessi affrontando un inverno italiano (ovvero cercando di risparmiare sulla bolletta tenendo i termosifoni spenti), ma pare che debba durar poco.

sweater cardigan jumper men clothes
Photo by Dom J on Pexels.com

Per il resto, sono successe varie cose, nessuna delle quali dall’impatto particolarmente rivoluzionario: diverse persone, fra colleghi e conoscenti, mi hanno chiesto di contattarle nel caso in cui dovessi imbattermi in stanze o appartamenti in affitto; ho mangiato circa quattro kanelbullar (rotoli alla cannella, dolci tipici svedesi) in un giorno qualsiasi, salvo poi scoprire che era la data ufficiale del Kanelbullens Dag (4 Ottobre); mi sono ritrovata imbottigliata nella confusione generata dai ritardi derivanti da problemi tecnici alla metro (sembra incredibile, ma a volte succede anche qui!); sto iniziando a segmentare ed assorbire un po’ meglio le frasi che sento frequentemente sui mezzi pubblici o negli ascensori, sperando di padroneggiare un po’ meglio la lingua in un futuro non troppo lontano. La mia preferita finora dà il titolo a questo post e la si può sentire a circa ogni fermata della metro: “Se upp för dörrarna. Dörrarna stängs!” è un invito a prestare attenzione alle porte del treno al momento della chiusura. Questo mantra rassicurante viene pronunciato dalla persona alla guida del treno appena prima di rimettersi in marcia e scandisce, ormai, ogni singolo tratto della mia spola fra casa e lavoro.

Trängsel på röda linjen på T-centralen. Foto: Mariela Quintana Melin/Sveriges Radio